AFTER FUSCUM SUBNIGRUM
120cm x 100cm, Lambda print mounted on aluminium, black frame
Scanned diapositive film 4x5"
Ongoing series
2016




Courtesy of the artist and Museo MúSES, Palazzo Taffini d’Acceglio and Le Terre dei Savoia, Savigliano (IT)


AFTER FUSCUM SUBNIGRUM

The subject of Spela Volcic’s latest photographic work is the ambiguity of matter, a subtle one, which is not as direct and “technical” as in her previous works. In this project she stands from a position of objectivity that could be described as “analytical”. The flowers (the subject) lay bared; the artist stands from a direct position, a one that claims no authority. Even the light, which determines the dramatic nature and characterizes the composition, by how it’s manifested, seems to have a subjective effect, inspired by the baroque period.
The spectator is therefore invited to take a closer look, beyond the first glance, to analyse the implicit quality in that documented, hidden matter. In regard of Still Life genre, practiced by Vol?i?, “life” is never shown through human presence; nevertheless, it is constantly evoked, emanated from the intensity of thoughts, feelings, from the expressive strength which emerges from her images. A profound desire for “life” can be perceived in these series of works. A life that is constantly sought for, wished for, even through the extensive, spasmodic and compulsive research of the flowers which are being examined, almost to the point of sounding out their molecular structure. Reality is always filtered from the mind of the artist-photographer who analyses its geometry, its balance with a very sensitive and vigilant eye. With no intention of denying what has been stated up until this point, but with the will to proceed with the analysis of the cohesion to the real photographic phenomenon, it goes without saying that it is inclined towards a perfect reality. Or even better, a potentially perfect reality throughout an exercise of the settling of thought. In this particular case, these photographs document, yet, at the same time, they deceive. Great dedication is required to create the compositions which come close to reality the artist is looking for. It takes almost a week to shoot each one of these photographs: it’s not just about shooting, it’s about revealing an image which,
potentially, existed already. To obtain a higher quality, time has to be stretched: this connects to the selection of the device, the time of development and elaboration, the research for precision and the creation of the set.
A set for Spela Volcic is a small world, where she can let go of herself, where she can be found, a world to play, build, create and invent.
It could be said that it is a sculptural work: built, shot and then destroyed, every time. A strong physical act, searching for perfection, to a point of arriving to a certain level of despair. This constant search for perfect allows a certain progress: this is only possible if it’s done knowing how far it can be taken. At this point, this despair needs to be eased, so it can be digested. At this point there has to be some sort of detachment, so we go back square one, back to where it was all left off. If the composition is not convincing for the artist it needs to be destroyed by the artist himself/herself to start over. The nature of this work makes it fluid, it has no end, it cannot be framed with
a precise medium, but photography.
Spela Volcic started her work with plastic flowers for Fuscum Subnigrum in 2011. The work she has been producing these last months were commissioned by MuĂ…Lses: Accademia Europea delle Essenze di Savigliano, for which the artist was granted a production and purchasing budget, that has allowed to realize her images in high quality. The plastic flowers in the images remind us those real ones from
which the perfume is extracted. Currently, she is working with the same material (plastic flowers) to achieve the construction of new photographic works and obtain an original work. The artist will complete the process with 7 shots integrating the elements which will once again reach the sense of illusion and ambiguity.

text by Marco Tagliafierro

Il tema delle sue ultime fotografie pare essere l’ambiguita` della materia, un’ambiguita` sottile, non piu` diretta e “tecnica” come in altri lavori precedenti; per questo progetto, lo sguardo si mantiene su una posizione di oggettivita`, potremmo dire “analitica”. I fiori (il soggetto) sono messi a nudo; chi scatta, Spela Volcic, assume una postura diretta, che non pretende autorita` alcuna. Anche la luce che crea la drammaticita` caratterizzante la composizione, per come si manifesta, e` un effetto soggettivo, ispirato al periodo barocco. Lo spettatore e` dunque invitato ad avvicinarsi, a procedere oltre il primo sguardo per approfondire le qualita` implicite in quelle materie documentate, non ritratte. Per cio` che concerne il “genere” della Natura Morta, praticato anche dalla Vol?i?, “la vita” non appare mai come presenza umana, viene tuttavia continuamente evocata, emanata, dall’intensita` dei pensieri, dei sentimenti, dalla forza espressiva che riesce ad emergere dalle sue immagini. Per questa serie di opere si avverte un desiderio profondo di “vita”, continuamente
ricercata, anelata, anche attraverso l’investigazione minuziosa, spasmodica, compulsiva dei fiori presi in esame, quasi fino al punto di scandagliarne la struttura molecolare La realta` e` sempre filtrata dalla mente del fotografo-artista che ne analizza le geometrie, gli equilibri, con occhio sempre vigile, sensibilissimo! Non per smentire quanto e` stato affermato fino a questo punto, ma per procedere
nell’analisi del grado di aderenza al reale del fenomeno fotografico, va detto che esso tende ad una realta` perfetta, o meglio potenzialmente perfetta, anche attraverso un esercizio di sedimentazione del pensiero. Nel caso specifico di queste fotografie, esse documentano e nello stesso tempo illudono. Per creare le composizioni che si avvicinino alla realta` che l’artista cerca, occorre tanta dedizione.
Ci vuole quasi una settimana per scattare ciascuna di queste fotografie: non si tratta solo di scattare, si tratta di disvelare un’immagine che gia` esisteva in potenza. Per ottenere una qualita` maggiore e` naturale che i tempi si dilatino: questo per la scelta dell’apparecchio, dei tempi di sviluppo e di elaborazione, per la ricerca della precisione e per la creazione del set.
Un set per Spela Volcic e` un mondo, dove potersi abbandonare e ritrovare, giocare, costruire, creare e inventare. Per certi versi si puo` dire che si tratta anche di un lavoro scultoreo, che viene costruito, ripreso e distrutto. Ogni volta. Si tratta di un’ azione fisica forte, che cerca sempre una perfezione e giunge quasi sempre a una forma di disperazione, ma la stessa ricerca della perfezione permetta un progresso; questo e` possibile se si sa fino a dove ci si puo` spingere. Al tempo stesso, la medesima disperazione deve attenuarsi, per poter essere metabolizzata, a questo punto ci deve essere un distacco, quindi si ricomincia da dove si ci si e` fermati. Se la composizione non convince l’artista, essa deve essere distrutta dall’artista medesimo, per poi ripartire da zero. Questo lavoro, per la sua stessa natura, e` un lavoro fluido, non ha una fine, non si riconosce in un medium preciso se non, momentaneamente, in quello fotografico.
Spela Volcic ha iniziato a lavorare con i fiori di plastica nel 2011, in occasione del progetto Fuscum Subnigrum, le fotografie che ha prodotto in questi mesi sono invece commissionate MUÅLSES: ACCADEMIA EUROPEA DELLE ESSENZE di Savigliano, per il quale l’artista Vol?i? ha avuto un budget di produzione e acquisto per poter realizzare le immagini in alta qualita` e con i fiori che ricordano quelli utilizzati per estrarre i profumi. In questo momento sta lavorando con la stessa materia (i fiori di plastica) costruendo nuove fotografie, per ottenere un lavoro inedito, che si concludera` con 7 fotografie, inserendo elementi, i quali toccheranno ancora una volta il senso dell’illusione e
dell’ ambiguita`.

Testo di Marco Tagliafierro

http://www.spelavolcic.net/files/gimgs/68_rsz682fiorispelajpgbassa.jpg
http://www.spelavolcic.net/files/gimgs/68_rsz683fiorispelajpgbassab.jpg
http://www.spelavolcic.net/files/gimgs/68_spelavolcicallestimentopermanentbasa.jpg
Palazzo Taffini d’Acceglio, MùSES
Installation view (permanent)
http://www.spelavolcic.net/files/gimgs/68_spelavolcicallestimentomuses4basa.jpg
Palazzo Taffini d’Acceglio, MùSES
Installation view (permanent)
http://www.spelavolcic.net/files/gimgs/68_spelavolcicallestimentomuses3basa.jpg
Palazzo Taffini d’Acceglio, MùSES
Installation view (permanent)